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…the Only One – Capitolo 2 – Carne sintetica

Gola Profonda è un’ode al tabacco, si disse Nick accendendosi una sigaretta. Così si gode con la bocca.
Si stiracchiò sulla sedia, facendone scricchiolare lo schienale. Ridacchiò a quel pensiero così sciocco che nemmeno Alessandro sarebbe riuscito a tirar fuori e una nuvoletta di fumo gli avvolse la testa. Sigarette e alcool erano sempre legali, la canapa sempre illegale. La sua mente volò a Bill Hicks, un comico che gli aveva fatto scoprire proprio Alma e che gli aveva aperto gli occhi su molte cose. Il ragazzo della Seconda Zona non finiva mai di stupirlo con la sua conoscenza del ventesimo e del ventunesimo secolo, soprattutto perché gran parte di quello che diceva non si trovava nei libri di storia o negli archivi di giornali e telegiornali, eppure trovava sempre fonti valide. Era questo che più gli piaceva di Alessandro, che ti stava a sentire e si apriva al dialogo, forse anche troppo, vista la sua parlantina.
Nick era il miglior programmatore del mondo. I suoi colleghi lo avevano soprannominato ”Neo” o “l’Eletto”, perché aveva la capacità di visualizzare nella propria mente interi progetti prima ancora di svilupparli; per lo stesso motivo Alessandro lo chiamava “Nikola”, come Tesla. Ma quando tre anni prima era diventato Alma, Nick si era ribattezzato NEG per non dimenticare da dove venisse e quale fosse il suo scopo. O “sogno”, secondo gli altri.

Gli altri. I Dreamers.

*

Poco prima della Terza Guerra Mondiale, uno scienziato statunitense che aveva studiato la mappatura del genoma umano era riuscito a creare in laboratorio la prima cellula sintetica. Il resto del suo lavoro era passato pressoché in sordina, ma tutti avevano visto i suoi risultati dopo lo scoppio del conflitto, quando le prime forme di vita artificiale erano scese in campo a combattere. Come tutte le guerre degli ultimi secoli, però, anche questa non era stata combattuta per essere vinta ma protratta, riempiendo in silenzio le tasche già gonfie di banche e corporazioni, che prestavano denaro e fornivano armi a entrambi gli schieramenti. Perciò, nonostante la superiorità degli eserciti cristiani, si era conclusa solo diversi anni dopo.
Gli androidi reduci erano stati impiegati dal Governo Mondiale per la ricostruzione dopo l’Inondazione o in affiancamento a Polizia ed Esercito per la deportazione o per sedare i conflitti scoppiati dopo il cataclisma. All’inizio non erano più che robot dalle sembianze umane, ma nell’arco di qualche decennio erano stati creati i primi cyborg, esseri artificiali costituiti da parti biologiche oltre che sintetiche. Il merito principale era del dottor Esteban Víctor Guerrero, detto “Dottor Destino”, uno scienziato della Quarta Zona che sin da giovanissimo aveva mostrato un talento fuori dal comune nei campi della genetica, della robotica, dell’informatica e della nanotecnologia. Negli ultimi quarant’anni aveva depositato più di seicentosessanta brevetti, i più importanti dei quali riguardavano il wetware dei cyborg, l’interazione tra biologia e software, che aveva portato alla coniazione del termine Homo Sapiens Sapiens 2.0 per definirli.
La questione morale su vita artificiale e transumanesimo si era proposta molto prima del lavoro del Dottor Destino, tuttavia la Chiesa aveva mostrato un’incoraggiante apertura alle nuove forme di vita, in linea con la politica di integrazione attuata dal Governo Mondiale, cui molti membri coprivano posizioni di prestigio nei laboratori-fabbrica che li producevano o nelle banche che li finanziavano. Si era persino arrivati a consentire i matrimoni, sia civili che religiosi, tra cyborg ed esseri umani, nonostante la sterilità congenita dei primi. Le unioni tra persone dello stesso sesso, invece, venivano ancora apostrofate come aberrazioni intollerabili dai pulpiti di tutto il mondo.
Tante buone intenzioni, tuttavia, venivano ancora osteggiate dal razzismo e dalla paura di gran parte degli esseri umani.

«Che cazzo dici?» era esploso Nick quando il suo migliore amico gli aveva detto che voleva sposarsi con una cyborg.
«Senti, lo so cosa significa per te, ma io la amo».
«Se vuoi scoparti un elettrodomestico perché non provi con un videoregistratore?».
«NON È UN ELETTRODOMESTICO!».
«Cos’è allora? Non è un essere umano, non ha sentimenti!».
«Ce l’ha! Non leggi i giornali? “Riproducono perfettamente il cervello umano”!».
«”Riproducono”! “RIPRODUCONO”! Non ce l’hanno davvero, Andrew! E poi giusto quello riproducono, non possono avere figli, lo capisci?»
«Troveranno il modo!».
«No, non lo troveranno. Ma è meglio che la tua stupidità muoia con te!».
La loro amicizia era finita lì, sulla porta sbattutagli in faccia.
Aveva letto la notizia qualche mese più tardi.
Andrew aveva trovato sua moglie a letto con un altro cyborg e li aveva uccisi entrambi, poi si era tolto la vita.
Già in rotta con la famiglia da qualche anno, Nick aveva abbandonato la Quinta Zona e se n’era andato nella Quarta, dove conosceva un gruppo di delinquenti dediti a furti, atti vandalici e piccole estorsioni che aveva frequentato da ragazzino. Aveva riallacciato i rapporti col vecchio compagno Ricardo Morales e gli aveva fornito un notevole supporto tecnologico per le sue attività illegali. Quando però era venuto a sapere che trafficava in e con cyborg, aveva abbandonato il lavoro. Ricardo non l’aveva presa bene, e aveva mandato un branco dei suoi scagnozzi a consegnargli la liquidazione.
Durante il periodo di ricovero in ospedale Nick aveva fatto amicizia col suo compagno di stanza, che gli aveva parlato della sua intenzione di aprire un ristorante etnico nella Prima Zona. Non ci aveva pensato molto prima di chiedergli se poteva unirsi a lui, desideroso di ricominciare per l’ennesima volta, nell’ennesimo posto.
Dopo quasi tre anni era tornato nella Quinta Zona e aveva cominciato a fare il programmatore per i sistemi di sicurezza dei Center. Ora che ne erano passati altri due poteva portare a termine l’ultima cosa che aveva cominciato.

*

Nick chiuse il progetto al quale stava lavorando e aprì la finestra della chat dei Dreamers, impostò lo status su Disponibile e si accese un’altra sigaretta.
The Man e Hawk non erano al computer, ma la nota musicale che si alternava ai loro avatar lasciava intuire che fossero lì vicino. Ormai mancavano solo Bisão e Martina.
Salutò Alma e kyota e cominciò a chiacchierarci per ingannare il tempo durante l’attesa. Kyota si sbilanciava più del solito, come sempre quando era nervoso. Alma invece era sibillino.
Buffa la tensione, pensò. Ti cambia. Sorrise. La vita è una figata.
NEG era il miglior ingegnere del mondo. Aveva crackato i microchip sottocutanei e creato un dispositivo che ne alterava, mascherava o copiava le funzioni. Era anche un ottimo hacker, rimanevano davvero esigue le informazioni che potessero sfuggirgli o i sistemi informatici che non riuscisse a violare.

Sembrava passata un’eternità da quando avevano fondato i Dreamers in un magazzino.

* * *

Sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale.
Sogna di un bisturi amico che faccia di lei qualcosa fuori dal normale.
Sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale.
Occhi bionici, più adrenalina, sensori e cibernetica neurale.
Sogna una carne sintetica, nuovi attributi e un microchip emozionale.
Labbra cromate, ricordi seriali, emozioni e un nuovo impianto sessuale.
(Subsonica, Aurora sogna)

Capitolo 3: Non c’è certezza

 
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Pubblicato da su 6 agosto 2011 in ...the Only One

 

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